Kurdistan: Gap Away

Kurdistan turco - ottobre 2010

«I come from down in the valley». Esordisce così Bruce Springsteen nella canzone The river, in cui l’immagine del fiume diviene emblema di un percorso vissuto fuori dal tempo ma dentro la storia. Una storia che procede inesorabile, distinta dal carattere distruttivo della modernità, mentre la percezione che l’uomo ha della propria condizione nel tempo è quella della sospensione.

È la stessa sospensione dei protagonisti di Gap Away. La gente del Kurdistan turco subisce la trasformazione del proprio paesaggio e della propria vita a causa della costruzione di una diga sul Tigri denominata “Ilisu”: un’opera che rientra nel “Guneydogu Anadolu Projesi” (GAP), il “Progetto dell’Anatolia del sud” varato dal governo turco negli anni ’70.

La città di Hasankeyf ha nove dei dieci requisiti utili all’iscrizione nella lista dei patrimoni dell’Unesco; malgrado ciò rischia di sparire sotto le acque. È la modernità che mette in pericolo questo luogo e i suoi abitanti. Al contempo la minaccia si ammanta di promesse nell’immaginario delle persone: all’orizzonte le chimere del lavoro, dello sviluppo, dell’abbandono della miseria.

La vita lungo il Tigri è segnata, come nella canzone di Springsteen, dall’obbligo di seguire un destino come se fosse il tracciato di un fiume. Ma la gente vede questo tracciato mutare: il fiume diventa bacino; il futuro riserva l’essere sommersi. A questo cambiamento una reazione possibile non c’è: restano solo l’attesa, la sospensione.

(Vittorio Martone)